CONTESSINA JULIE regia di M. BLANCHI

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JULIE | regia di Marco Blanchi | 3-19 marzo 2017

REGIA MARCO BLANCHI
CON
JULIE: Livia De Luca, Ilaria Salvatori
JEAN: Vincenzo Grassi, Valerio Rosati
KRISTIN: Valentina Mangoni 

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Considerato da molti il capolavoro della pur vasta produzione drammaturgica dello scrittore svedese August Strindberg, questa “Tragedia naturalistica”, come la definisce lo stesso autore, mette in scena tutta una serie di rapporti conflittuali, primo fra tutti, quello eterno fra uomo e donna, ma anche quello tra servo e padrona e, quindi, implicitamente il tema della lotta di classe.

La vicenda è apparentemente elementare: la contessina Julie si invaghisce del suo servo Jean e, complice l’assenza del padre che si è recato in visita dai parenti, l’ alcool e le danze sfrenate del ballo della servitù e la conturbante atmosfera della notte di mezza estate, decide di intraprendere un pericoloso gioco di seduzione fatto di sguardi, allusioni ed esplicite sfrontatezze che, però, finiscono per innescare un meccanismo perverso che lei stessa non riuscirà più a controllare, e che la porterà a trasformarsi da padrona in serva del suo servo fino al suicidio come ultimo e unico atto di riparazione per il suo onore calpestato e ferito. Ma oltre la semplice apparenza c’è molto, molto di più… perché i veri motivi di questa storia non si trovano, secondo me, in ciò che accade ma in tutto quello che si nasconde all’interno delle cose che vediamo accadere. E allora ecco che ad una lettura un po’ più attenta si scopre che ai “semplici fatti” si aggiungono nuovi riflessi che vanno ad illuminare le parti più oscure e nascoste della psiche dei personaggi. Ed ecco che il testo smette di essere ciò che sembra, e cioè un breve viaggio nel rapporto fra un uomo e una donna o tra un servo e la sua padrona, e inizia a trasformarsi in un percorso molto più affascinante all’interno di due anime alle prese con i loro sogni, con il loro sesso e con la loro animalità.

Come regista e come uomo di teatro sono sempre stato affascinato dall’invisibile che si nasconde all’interno di un’opera d’arte, perché ritengo che proprio quell’invisibile sia ciò che può essere utile allo spettatore e quindi credo che il mio lavoro consista più che nel mettere in scena un testo teatrale, nel cercare di rendere visibile l’invisibile di quel testo. Ciò che mi ha spinto a lavorare su “La contessina Julie” non è legato a ciò che accade o accadrà in scena ma all’investigazione dell’io nascosto e profondo dell’essere umano.
MARCO BLANCHI

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Per info e prenotazioni
347 3402275 | julieteatro@gmail.com | www.facebook.com/julieteatro

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03 | 04 | 05  – 10 | 11 | 12 – 17 | 18 | 19 marzo 2017 ven – sab h20.30 | dom h18.00
Teatro Azione, via dei Magazzini Generali 34 Roma
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