APPROFONDIMENTI
Paolo Zuccari

PAOLO ZUCCARI

SECONDO ANNO:
DAI VERSI
ALLA DRAMMATURGIA DEL ‘900

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DOCENTE: PAOLO ZUCCARI

Il percorso

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Il percorso didattico è diviso in due parti. La prima parte verterà sulla recitazione in versi. L’obiettivo è quello di fornire all’allievo gli strumenti tecnici per la gestione della battuta teatrale. In teatro per poter esprimere le intenzioni del personaggio e proprio per farlo con la maggiore naturalezza possibile è necessario produrre una musicalità. Non estetica o formale. Anche nella vita quando parliamo produciamo una musicalità. Dire una battuta vuol dire raccontare verosimilmente la musicalità del pensiero, il suo funzionamento, i suoi tempi, i suoi inciampi, accensioni e interrogazioni. Il verso, che si presenta con una griglia di regole molto ferme, è l’opportunità migliore per imparare una tecnica perché senza quella col verso non si ha scampo. Le stesse regole applicate sul verso poi, con le piccole modulazioni del caso, saranno utili per tutto. Anzi, quanto più i versi saranno antichi e desueti tanto più saranno utili. Si lavora su Tasso (Aminta) e Alfieri (Oreste).
La seconda parte verte sugli strumenti per la costruzione del personaggio. La drammaturgia prevalentemente del novecento. Se la drammaturgia è una sequenza di azioni drammatiche distese in una loro consequenzialità secondo un principio di azione e reazione che continuamente producono avvenimenti, il personaggio esiste appunto solo per quello che fa e per come lo fa, in una successione logica e intellegibile. Lo stesso parlare in scena, le “battute” insomma, anziché raccontare o riferire o spiegare, sono fondamentalmente agire, produrre avvenimenti. Il lavoro dunque verte sull’individuazione degli avvenimenti che scatenano l’azione del personaggio, gli obiettivi che ne danno la direzione e le circostanze infinite che la condizionano, emotivamente ma prima ancora fisicamente. La successiva messa in pratica delle cose suddette porta alla realizzazione concreta da parte dell’attore della vita fisica del personaggio. Segue i suoi bisogni, ripete le sue azioni, fino a percepire finalmente gli impulsi che lo muovono. Istante per istante.
La costruzione del personaggio mediante l’azione fisica prevede per l’attore una metodologia di lavoro strettamente legata alla drammaturgia. Richiede che l’attore conosca e sappia interrogare la drammaturgia perché è lì e solo lì che trova il materiale per disegnare il suo ruolo. Un personaggio è quello che fa, perché lo fa e in che modo lo fa. E un personaggio è vivo solo perché avvengono delle cose, fuori e dentro di lui. Durante il corso è vivamente consigliato leggere, con una certa costanza, testi teatrali, classici e contemporanei.

Letture di riferimento

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  • M. Knebel, L’analisi della pièce e del ruolo mediante l’azione
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