APPROFONDIMENTI
Kira Ialongo

KIRA IALONGO

Interpretazione I

INTERPRETAZIONE I

Improvvisazione Teatrale

IMPROVVISAZIONE

SECONDO ANNO:
DALL’ANALISI DEL TESTO
ALLE AZIONE FISICHE

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DOCENTE: KIRA IALONGO

Il percorso

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Un gesto non è un moto del corpo, ma un moto dell’anima (F. I. Saljapin) Attraverso un’analisi del testo approfondita, scopriamo le dinamiche fondamentali che vivono, a volte nascoste, a volte inaspettate, nel testo stesso e che l’attore (e il regista) deve riuscire a comprendere. Senza la comprensione di quel che accade in scena, l’attore non ha la possibilità di agire in maniera creativa, ma rischia di lasciarsi guidare, spaesato, dall’apparente significato delle parole.
Stanislavskj, parlando del metodo delle azioni fisiche, chiedeva ai suoi attori, anche durante l’analisi, di “pensarsi in azione”. Nella nostra vita, viviamo in azione, i nostri pensieri, le nostre emozioni, passano sempre attraverso il corpo. Quando si lavora sul personaggio non possiamo partire dal sentimento in sé. Nella vita proviamo sentimenti di gioia, rabbia, dolore che nascono da una motivazione, da una nostra personale reazione a qualcosa che avviene. L’attore non ha la stessa possibilità quando entra in scena. Deve, allora, mettersi in azione, mettersi “al posto di” e reagire in scena a qualcosa che avviene realmente in quel momento. L’immaginario personale dell’attore è fondamentale e deve essere vivo. Ma a volte non basta. E’ in questo momento che l’attore non deve “trarre” da sé stesso sentimenti che in un dato momento neanche esistono, ma agire e quindi reagire.
Lavorare a fondo sulla comprensione reale del testo e di ciò che realmente avviene, permette all’attore di agire in modo coerente e vivo e, attraverso le reazioni del suo corpo, di riscoprire le emozioni e i pensieri che danno vita al suo personaggio. Non solo, il lavoro sulle dinamiche mette l’allievo-attore in una condizione di esplorazione attiva della scena, permettendogli di scoprire nuove possibilità, nuovi spazi di pensiero, che possono essere risolti in un’azione, nella parola o a volte, nel silenzio. Un’esplorazione che, soprattutto, può suggerire nuove sfumature, nuove visioni e reazioni che, dalla semplice lettura del testo, difficilmente possono nascere. La letteratura è fatta per essere letta, la drammaturgia ha bisogno di essere agita.

Letture di riferimento

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  • M. Knebel, L’analisi della pièce e del ruolo mediante l’azione
  • K. S. Stanislavskij, Il lavoro dell’attore su se stesso e Il lavoro dell’attore sul personaggio
  • P. Brook, Lo spazio vuoto
  • K. S. Stanislavskij, Il metodo delle azioni fisiche (stralci – scarica)
  • Grotowski e le azioni fisiche (stralci – scarica)
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