Presente!2019

direzione artistica Kira Ialongo e Domenico Casamassima
consulenza artistica Valentino Villa
con accompagnamento critico di Teatro e Critica

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ALICE FERRANTI/PANDORA LAB

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UN QUALCHE RUMORE FA

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di ROMINA PAULA
TRADUZIONE E REGIA: ALICE FERRANTI
(all’interno del progetto B.A.R.C.A.)
CON: Antonio Bannò, Federico Brugnone, Alice Ferranti

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1 | 2 | 3 FEBBRAIO 2019 – VEN/SAB H 20.30 | DOM H 18.00

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VENERDI 1 | INCONTRO/DIBATTO APERTO AL PUBBLICO CON LA COMPAGNIA, CONDOTTO DA TEATRO E CRITICA

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Colo e Nacho sono due fratelli che vivono insieme nella grande casa di famiglia a Miramar, sulla costa atlantica argentina. Siamo alla fine degli anni ’90 e tutta l’azione si svolge nell’arco di due giorni d’autunno. I due giovani vivono soli da qualche tempo dopo l’improvvisa morte della madre, finché la loro cugina Mariana arriva nella vecchia casa per una visita inattesa. Mariana, Colo e Nacho sono cresciuti insieme durante le lunghe estati dell’infanzia ma ora non si vedono da anni. Lei è mancata al funerale della loro madre, ha appena mandato all’aria la sua vita e non ha un altro posto dove andare, si accorge presto di non essere la benvenuta ma accetta il suo ruolo di “intrusa” e man mano si inserisce nella vita della casa. E’ attraverso i suoi occhi che vediamo la vera condizione in cui i due fratelli vivono, traumatizzati dal lutto mai elaborato e abbandonati a loro stessi. La casa è decadente e la loro sopravvivenza si basa sull’interdipendenza morbosa che li lega, i rapporti con il mondo esterno sono ridotti al minimo. Colo, il più giovane, ha perso la memoria e Nacho è rimasto intrappolato in un presente apparentemente senza via d’uscita. Il piano superiore della villa, dove c’è la camera della madre, è completamente abbandonato e Mariana sarà la prima a metterci piede dal giorno della sua morte. 
La presenza della ragazza, insieme alla sua irriducibile spinta verso il rinnovamento e la vita, scuote i due e comincia a scardinare il loro equilibrio. Vederla indossare i vestiti della madre scomparsa, sentirla evocare ricordi, litigare, ballare, risveglia nei fratelli istinti primordiali e con loro la voglia di vivere. La vecchia passione tra Nacho e Mariana si riaccende mentre Colo si sente sempre più attratto da lei e questo mette in competizione i due fratelli, innescando una dinamica pericolosa. Il climax della tensione sale fino a che un gioco innocente si trasforma all’improvviso e i due ragazzi cercano di abusare di Mariana. In questo stato confusionale riescono finalmente ad affrontare i loro fantasmi e a confessare la verità, ma allo stesso tempo capiscono che il ménage à trois non può continuare. Prima mettono la ragazza alla porta ma poi decidono di offrirle un’ultima notte di ospitalità. Lei, disperata, accetta. Ore dopo, la ragazza è distesa ai loro piedi e mentre Colo, che ha recuperato la memoria, racconta la trama de “L’intrusa” di Borges e Nacho viene assalito dai dubbi la situazione assomiglia al finale di una moderna tragedia, quando Mariana inaspettatamente si muove sotto le lenzuola e le luci si spengono, lasciandoci con il fiato sospeso.
NOTE DI REGIA – Due esseri umani dimenticati, un salotto pieno di polvere, vecchie musicassette, stanze chiuse e scale che nessuno sale più. Una giovane donna in fuga da sé stessa e in cerca di un posto dove ricominciare. Un ritorno. Una casa in riva all’oceano, tre anime abbandonate. In questa casa dove tutto è silenzio, un silenzio che nasconde la paura di vivere, c’è qualcosa che, ormai, un qualche rumore lo fa.
Il testo è ispirato al racconto “L’intrusa” di Jorge Luis Borges, rielaborato secondo un metodo di scrittura scenica che porta i cambi di stato dei personaggi in primo piano rispetto al plot. Gli eventi si susseguono ma lo spettatore si accorge subito che tutto potrebbe cambiare con un gesto, un sorriso, una parola. Come nella vita. Mescolando realismo e dimensione onirica, lo spettacolo è fondato perciò sui rapporti tra i personaggi e porta in scena una scrittura intrisa di tenerezza, eros e ironia che oscilla sempre tra il registro comico e quello drammatico, in un continuo esercizio emotivo sia per gli attori che per il pubblico. Romina Paula affronta il tema della famiglia disfunzionale e i suoi lati oscuri – un tema classico della drammaturgia argentina – del suo delicato equilibrio e di un amore che diventa dipendenza perché insieme ci si protegge dal dolore. Scrive, insieme agli attori, una storia che mette in gioco il nostro rapporto con la memoria e con l’altro, con il futuro e la sua negazione, obbligandoli a muoversi in una drammaturgia senza rete di protezione. Indaga il limite tra l’autoconservazione e gli obblighi dati dagli affetti profondi, in una lotta all’ultimo sangue in cui chi rimane solo soccombe. Oppure è libero. Forse. E ci pone una domanda: quanto siamo disposti a combattere per la nostra felicità e realizzazione? Il cambiamento è una piccola morte, la vita si rinnova perdendo le vecchie forme e noi, oggi, come loro, bloccati in questo nostro presente sociale ‘immutabile’ siamo davvero pronti a rompere tutto pur di andare avanti?
“Un qualche rumore fa” è stato scritto all’indomani di una delle più grandi crisi economiche argentine, quella che nel 2001 portò il Paese sull’orlo della bancarotta, da una giovane donna che all’epoca aveva poco più di vent’anni. Il testo ha una sua delicatezza e non pone domande in maniera diretta ma dentro c’è tutta la frustrazione, il senso di disfatta e di imminente pericolo, i nervi a fior di pelle e il bisogno di andare avanti nonostante tutto che noi, oggi, da questo lato dell’oceano, conosciamo così bene.
B.A.R.C.A., selezione Premio Scenario 2017, Residenza artistica presso TSI Florian Metateatro di Pescara, 2018
Voce Angiola Baggi, Assistente alla regia Alessia Pellegrino, Organizzatrice Maria Laura Caselli, Scene Emiliano Gisolfi, Costumi Francesca Rizzello, Suono Lorenzo Terenzi, Foto e Grafica Giorgia Ruggiano    

INFO E PRENOTAZIONI
3471952912 | presente@teatroazione.org

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Spettacoli
venerdì 1 e sabato 2 ore 20.30 | domenica 3 ore 18.00

Teatro Azione | Scuola di recitazione
via dei Magazzini Generali 34

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