APPROFONDIMENTI
Walter Vespertini

W. VESPERTINI

PRIMO ANNO:
DRAMMATURGIA

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DOCENTE: WALTER VESPERTINI
Tragedia è dunque imitazione di un’azione seria e compiuta, avente una propria grandezza, con parola ornata, distintamente per ciascun elemento nelle sue parti, di persone che agiscono e non tramite una narrazione, la quale per mezzo di pietà e paura porta a compimento la depurazione di siffatte emozioni  ARISTOTELE
L’obiettivo di questo nostro corso di drammaturgia è far conoscere i rudimenti della scrittura teatrale partendo proprio da Aristotele per arrivare ai “metodi” contemporanei. Negli otto incontri previsti, gli allievi si troveranno ad affrontare la scrittura di una scena, e per raggiungere questo obiettivo dovremo riflettere insieme non solo sulla parola e non solo con la parola, ma con esercitazioni pratiche, su cosa è il teatro, sull’ispirazione, sull’immaginazione, sulla caratterizzazione, sull’intenzione, sulla differenza tra azione e attività, sull’importanza dell’assunto, su causa ed effetto, sulla ventitreesima ora, sul conflitto, sul personaggio e sulla sua creazione, sugli archetipi e l’inconscio, sul comportamento, sulla sospensione dell’incredulità, sul punto d’attacco, sul momento della verità, sul climax, su stile e tono, sul sottotesto, sul gesto psicologico, sul punto focale, sull’atmosfera, sulla differenza tra plot e narrativa, sulla coerenza e sulla sorpresa… Alla fine del corso metteranno in scena ciò che hanno scritto.